Evoluzione edilizia

Edilizia, l’evoluzione della specie

Materiali a cambiamento di fase, membrane endotermiche, tetti verdi, cool materials (dotati cioè di elevata riflettanza solare). Questi e altri materiali e soluzioni stanno affacciandosi sempre più nel settore dell’edilizia. Lo segnala l’Enea, nell’ultima edizione del Rapporto annuale Efficienza energetica. L’agenzia nazionale rileva che il settore delle costruzioni ha imboccato «una nuova fase, fortemente evolutiva» nella quale «si ridisegnano visioni strategiche, processi e prodotti».

Isolanti e serramenti, schermature e tecnologie

Tale fase per certi versi è già attuale, quantomeno in termini di soluzioni consolidate nel mercato edile e che vedono la disponibilità, oltre che di soluzioni per l’estate già descritte sopra, di tecnologie mature come aerogel, pannelli sottovuoto, termo-intonaco, quali isolanti invernali.
Anche per gli infissi e serramenti ci sono novità. La prima riguarda la possibilità della sola sostituzione dei vetri: segnala infatti Enea che se il serramento è in buone condizioni è possibile sostituire soltanto il vetro con uno a più elevato potere isolante, ad esempio vetri con un ridotto fattore solare o a elevato isolamento termico. Nel caso di sostituzione dell’intero serramento, i telai maggiormente utilizzati sono quelli in PVC multicamera, in alluminio a taglio termico multicamera, in legno a bassa densità. «Altre soluzioni disponibili prevedono l’installazione di un doppio serramento e l’isolamento termico del cassonetto».
Nello stesso report si parla anche di sistemi schermanti esterni (frangisole verticali fissi; frangisole verticali orientabili; frangisole orizzontali orientabili; frangisole a lamelle orientabili; tende avvolgibili) e anche di sistemi per la gestione integrata delle funzioni tecnologiche dell’edificio: qui entrano in gioco Building Management System (BMS); Building Automation and Control System (BACS).

Come cambia il mercato

L’innovazione tecnologica è certamente un fattore che contribuisce a ridisegnare il settore ma non è l’unico. «L’analisi del mercato descrive uno scenario in forte evoluzione» segnala sempre Enea, elencando gli scenari che si aprono: aree tradizionali di mercato in fortissima contrazione e nuove aree emergenti, «con queste ultime già in grado di compensare i cali dei mercati tradizionali». Qui gli esempi non mancano: l’energy technology e l’impiantistica, la riqualificazione, il facility management, l’integrazione servizi-costruzioni.
Altro aspetto interessante vede l’impiego di nuovi prodotti ed evoluzione di sistemi e componenti: per esempio, le tecnologie additive delle stampanti 3D, lo sviluppo della robotica, l’Internet of Things.
L’Agenzia non manca di segnalare lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie dell’informazione in tre distinti e connessi ambiti di intervento: l’intercooperazione tra tutti gli attori della filiera; l’interoperabilità dei modelli a supporto del miglioramento dei processi e dei sistemi di progettazione, gestione e manutenzione degli immobili; la diffusione di modelli informativi per la costruzione, i cosiddetti Building Information Modeling (BIM), in grado di ridurre significativamente il costo dell’errore.
Non solo: interverranno nuovi processi dovuti all’implementazione dell’insieme dei fattori di cambiamento, integrando quattro livelli operativi in grado di (ri)attivare emodificare radicalmente la produttività del settore: nuovi standard contrattuali (forme di contratto tipo che possono essere condivisi da proprietari, appaltatori, subappaltatori, progettisti, finanziatori, assicuratori); integrazione dello standard contrattuale con il piano digitale (modellazione BIM integrata nella contrattualistica); integrazione dei nuovi standard contrattuali e della modellazione BIM con i principi organizzativi della Lean Production; evoluzione delle potenzialità tecnologiche dei materiali e delle macchine da cantiere che, integrate con queste innovative modalità processuali, aprono il settore delle costruzioni al futuro.

Il processo evolutivo e gli ambiti specifici

«Si tratta di fenomeni già in atto nel settore delle costruzioni, in varie forme non completamente espresse», spiega Enea, segnalando come essi disegnano con chiarezza il processo evolutivo avviato, almeno in quattro ambiti:

  • Utilizzo dei dati e BIM: l’uso del BIM riduce al minimo la necessità di risolvere le criticità della progettazione durante e dopo la costruzione e quindi consente di limitare le cause delle varianti, dei ritardi e quindi dei costi aggiuntivi.
  • Prefabbricazione: l’uso di componenti prefabbricati semplifica notevolmente il cantiere e riduce la necessità di manodopera nel sito in cui è molto meno efficace rispetto a un sito di produzione in cui possono essere utilizzate apparecchiature specializzate.
  • Business e ciclo di vita del prodotto: l’utilizzo di dati della progettazione e della costruzione per una più efficiente gestione delle opere, grazie ai sistemi informativi di Facility Management, permette anche il collegamento diretto ai modelli BIM.
  • Industrializzazione dell’offerta per la micro-domanda: grazie alle nuove tecnologie si stanno sviluppando modelli innovativi che tendono a riorganizzare la risposta alla micro-domanda di riqualificazione, con modelli di offerta industriale che integrano servizi e prodotti.

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